Le origini di Dionysus Groove: fake piercings shop (pt. 1)

Il primo negozio Etsy non si scorda mai.

Soprattutto se le sue origini sono avventurose e piene di ricordi che fanno sorridere. E  magari anche scendere una lacrimuccia di nostalgia!

Era un giorno di primavera in quel di Trento, io ero giovane, e mi accingevo a preparare un esame di quelli che ti mettono davvero a dura prova: Letteratura Greca.

Erano giornate di studio matto e disperatissimo quelle in cui io e C. mangiavamo insalate di riso, bevevamo caffè ed energy drink, declamavamo a squarciagola gli esametri omerici mentre il mio povero ragazzo e coinquilino – che credo sperasse o che arrivasse il giorno tanto atteso dell’esame o che ci venissero a prendere con le camicie bianche – cercava di studiare.

I tempi erano magri, le bollette sempre care e io avevo appena iniziato a guardare video sulle creazioni in wire: il mio scopo era produrre begli oggetti da vendere per non chiedere ai miei genitori troppi soldi a fine mese. Avevo così acquistato del wire nella speranza che un giorno la mia manualità si sarebbe rivelata produttiva.

E invece no, la tecnica wire non è per me, né credo lo sarà mai.

Ma questo l’ho scoperto dopo metri e metri di filo buttato.

Come sono arrivata dal più totale sconforto ai fake piercings?

Non è merito mio.

E’ merito della mente geniale che ha partorito questa idea: la creativa, straordinaria C.

Lo scenario fu il seguente: il caldo torrido dell’estate in valle, le lattine di energy drink e le tazzine del caffè, l’Iliade aperta sulla scrivania.

“Ma con quel filo che hai comprato ci puoi fare dei piercing per il naso? Me ne fai uno?”

LA Domanda. Con l’articolo e l’iniziale in maiuscola.

Io: “Che ne so?”

C.: “Dai, prova!”

Io: “Guardo come sono fatti su internet.”

E dopo lunghe ricerche, sperando di riuscire a creare qualcosa di originale, vedo che alla fine i fake piercings in wire si somigliano tutti: c’è quello liscio, quello attorcigliato, quello con l’uncino, quello senza.

Io: “Beh, sembra che i diritti d’autore qua non esistano. Te ne faccio uno di prova.”

E così nacque il primo Fake Septum Ring made by Valentina feat. C.!

Ora, io non so cosa pensasse C. in quel momento, ma ricordarla tutta contenta del suo nuovo anellino al naso mi fa tenerezza ancora oggi.


CONTINUA NEL POST SEGUENTE (arriva domani!)

Un commento su “Le origini di Dionysus Groove: fake piercings shop (pt. 1)

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